Il Dress Code dell’Architetto


PERCHE’ GLI ARCHITETTI SI VESTONO DI NERO?

(English version below)

“Chiunque capisce il costume di un’epoca, capisce la sua architettura e le necessità del suo ambiente”

…scriveva Oscar Wilde.

I vestiti sono la prima cosa che guardiamo quando vediamo un altro. Sono il modo più semplice, immediato, infallibile per segnalare chi siamo.

Dagli occhiali tondi cerchiati di Le Corbusier, le mantelle avveniristiche di Zaha Hadid per arrivare all’intramontabile giacca/t–shirt di Jean Nouvel: sono proprio le archistar a confermare un dress code costoso, NO LOGO, ma solamente: total black.

le-corbusier-4  Zaha Jean-Nouvel

Architetture geometriche, sartoriali, futuristiche portano la firma di personaggi essenziali e sofisticati, che non appaiono vestiti comunemente variopinti per conservare, almeno in pubblico, l’alone misterioso da guru.

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Distinguersi dalla massa, decretando la propria individualità e, al contempo, uniformità alla categoria.

“Conferire una forma a un’idea, a una filosofia, a uno stile di vita, a una visione del mondo. Accordare una configurazione ad una identità”.

La perfezione dell’ESSENZIALITA’ e della SEMPLICITA’, l’unità di tutti i colori in uno (ma anche la loro assenza), l’impossibilità di sbagliare, il lusso, la solitudine, l’incompletezza e la mancanza di qualcosa. Il nero contempla tutto e semplifica qualsiasi scelta.

L’aspetto “architettonico” del vestiario nero vuole sotto intendere uno spirito minimalista e un assoluto purismo, al di sopra di mode passeggere o frivolezze. Azionisti di società, pubblico e clienti altolocati sono conquistati dai render, dalle spiegazioni emozionali e, naturalmente, dalla classe senza tempo del total black.

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L’ornamento e qualsiasi orpello, battaglia personale di Adolf Loos, sono banditi, un po’ per comodità e un po’ per filosofia. La conseguenza è che pattern fiorellati, colorati accessori e mode passeggere sono del tutto censurati!

“Visibilità, credibilità e autorità sono valori associati al colore lugubre, tant’è che clienti o neofiti della professione rimangono di stucco quando il dress-code è disatteso dal professionista poco attento agli eventi ma più presente in cantiere.
Un po’ missionari, pessimisti, infelici e neutrali, gli architetti usano il colore intramontabile, come suggerisce Meinhard von Gerkan, in analogia con l’architettura che dovrebbero realizzare.”


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“Everybody understands the costume of an era, understand its architecture and the needs of its environment” … Oscar Wilde said.

Clothes are the first thing we look at when we see another. Are the most simple, immediate, infallible to report about us.

In the collective, what is black, it has long been associated with the architectural profession.
By round glasses rimmed Le Corbusier, capes futuristic Zaha Hadid to get to the timeless jacket / shirt by Jean Nouvel: it is the superstars to confirm an expensive dress code, no logo, and of course, all black.kai-ziehl-1

Architectures geometric tailoring, futuristic bear the signature of the essential characters and subtle, not commonly appear colorful clothes to preserve, at least in public, the mysterious aura of guru.

Stand out from the crowd, declaring their individuality and, at the same time, uniform category.
The perfection of ESSENTIALITY and SIMPLICITY, the UNITY OF ALL COLORS in one (but also their absence), the impossibility of making a mistake, the luxury, the loneliness, the incompleteness and lack of something. The black covers everything and simplifies any choice.
The appearance of “architectural” clothes of black wants to be understood in a spirit and an absolute minimalist purism, above fads or frivolities. Shareholders of the company, the public and customers in high places are won by render explanations emotional and, of course, the timeless class of the total black.

Ornament and any tinsel, personal battle of Adolf Loos, are banned, a little ‘for comfort and a bit’ for philosophy. The consequence is that pattern fiorellati, colorful accessories and fashions are totally censored!

4 pensieri riguardo “Il Dress Code dell’Architetto

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